fbpx

Portraits

Il ritrattista essenzialmente non è un semplice fotografo, ma è costantemente alla ricerca. Il fine della sua ricerca è l’uomo, e di esso dovrebbe cercare di conoscere il più possibile, attraverso tutto ciò che la sua immaginazione ed inventiva creano o metabolizzano dal mondo esterno: libri, vestiti, canzoni, film, odori, parole, gesti. Ogni particolare umano per il ritrattista è fonte di arricchimento, un piccolo passo oltre, verso una nuova conoscenza dell’uomo, dei suoi desideri, dei suoi bisogni e dei suoi sogni.

Non c’è niente di superfluo, anzi spesso egli sfrutta il superfluo per connotare ancor meglio il carattere delle persone. Un buon ritrattista infatti non si ferma all’apparenza delle cose, non segue strade già battute, ma cerca di analizzare l’uomo nel continuo confronto con l’Io che e con il tu, che tutto sommato, è la forma di uomo a lui più consueta, per quanto misteriosa. Ed è spesso proprio il mistero dell’Io a spingerlo in questo confronto, in cui cerca di dare un senso prima di tutto a se stesso.

In un primo momento si può dire che per il ritrattista ogni ritratto è un autoritratto, in cui egli cerca di estrapolare dalla persona che ha davanti all’obiettivo quelle emozioni che sente come proprio patrimonio: il soggetto quindi come strumento di espressione, come strumento di incontro con l’infinito…

error: Content is protected !!